Sono nata a Pesaro ma ho vissuto cinque indimenticabili anni ad Ascoli Piceno, dove mi sono laureata in Architettura. Solo chi è nato con il mare negli occhi può capire quanto sia difficile lasciare questi paesaggi, perciò, una volta diventata professionista, ho deciso di stabilirmi nella mia città. Oggi lavoro in uno studio insieme ad altri professionisti con i quali mi occupo di progetti di vario genere, dagli interni all'urbanistica. Nel tempo libero amo anche leggere – il mio autore preferito è Haruki Murakami, di cui ho divorato tutti i libri – e fare passeggiate nel verde all’aria aperta. Non a caso il nostro studio si è recentemente impegnato in un ambizioso progetto con il Comune di Pesaro, che prevede la riqualificazione dei percorsi verdi nella cerchia periferica della città, per valorizzare i sentieri che costeggiano il fiume Foglia, con la loro splendida natura.
Questa è la presentazione di Giorgia Colombo, la creatrice di Cicciribicci, fiori hand made allegri e colorati, che possono essere usati in vari modi e personalizzati a seconda del proprio gusto!
Per vedere tutte le creazioni di Giorgia, collegatevi al suo sito internet o su facebook:
www.cicciribicci.it | ccribicci@gmail.com | facebook: Cicci Ribicci
Giorgia, com’è nato il tuo progetto? Come mai hai scelto proprio il nome “Cicciribicci”?
Gli accessori che creo provengono da una passione che porto con me sin da bambina: sono sempre stata molto curiosa, e quando vedevo un oggetto fatto a mano cercavo di scoprire come era stato creato, lo scomponevo e lo ri-assemblavo più volte. Poi grazie ai preziosi insegnamenti di una nonna sarta, e a due sorelle esuberanti che sono sempre state una fonte d'ispirazione, ho iniziato per diletto a realizzare piccoli bijoux ed accessori. Con il tempo tuttavia ho scoperto di avere una numerosa schiera di fan, ragazze che avevano iniziato a seguire il mio blog e richiedere gli oggetti che realizzavo, così è nato un divertente percorso parallelo alla professione di architetto, che richiede allo stesso modo creatività, capacità inventiva e di innovazione. Nelle mie creazioni non seguo le mode convenzionali, invece amo curare i piccoli dettagli che fanno la differenza. Ogni oggetto nasce dalla sfida di rendere personale anche una semplice maglietta casual. Ho scelto di chiamare le mie collezioni Cicciribicci, come il mio buffo soprannome da bambina: l’aveva inventato mio padre che ripeteva sempre “Cicciribicci combina i pasticci!”. Beh, se questi sono pasticci…!
I fiori sono al centro di tutte le tue creazioni, riproponendolo in diversi modelli ma qual è stato il primo oggetto che hai creato?
I primi oggetti realizzati sono state delle “borsine portatutto” in feltro, coloratissime, con tanti bottoni applicati. Ne avevo preparate diverse da regalare alle amiche per Natale ed è stato un vero successo, perché sono al tempo stesso originali e comode da tenere in borsa, per raccogliere trucchi, fazzoletti, chiavi, sigarette.... e trovare subito quello che si cerca! Credo che sia fondamentale, quando si crea un oggetto, pensare alla sua funzionalità, a ciò che lo rende utile e desiderabile: del resto è questo il ruolo del designer, anche quando realizza accessori di moda.
Nelle mie collezioni mi piace spaziare in varie tipologie di accessori per fare di Cicciribicci un vero caleidoscopio di idee. Creo specialmente spille e bracciali, accessori per capelli, cinture elasticizzate, pochette, interpretando spesso un unico tema. È appunto il caso dell’Arte dei Fiori, la serie di accessori nata dall’idea di un fiore in tessuto. Ogni elemento è cucito e assemblato a mano abbinando tessuti semplici a materiali insoliti e ricercati, come stoffa, seta, raso, bottoni-gioiello e applicazioni in strass, perle o swarovski. Le mie creazione hanno il carattere della limited edition perché talvolta le stoffe o i bottoni sono molto rari da trovare, anche se tendo sempre a realizzare i miei accessori in serie piuttosto assortite, declinando lo stesso concetto in diverse versioni: la particolarità della collezione sta nel poter giocare con le combinazioni e inventare nuovi modi di indossare i fiori Cicciribicci, tra i capelli, al polso, sulla borsa, alla caviglia.
Come definiresti il tuo stile in tre parole?
Ricercato, stravagante, alternativo.
Ti occupi tu di tutta la fase di produzione?
Certo, a partire dall’ideazione fino alla realizzazione. Scelgo personalmente e con cura ogni singolo componente, cercando continuamente stoffe e bottoni speciali nei mercatini come presso i rivenditori specializzati fino agli atelier, finché non trovo il materiale giusto, quello che suscita un’emozione, che racconta qualcosa di speciale. Seguo il mio gusto e il mio istinto, ma spesso sono occasioni fortuite che mi fanno scoprire materiali unici.
Quali sono le principali difficoltà che hai incontrato per realizzare il tuo progetto?
Posso dire che finora non ho mai trovato difficoltà: vedo concretizzarsi piano piano un mio piccolo sogno ma cerco sempre di guardarlo con una giusta dose di ironia oltre che di entusiasmo. E soprattutto ho sempre potuto contare sul sostegno delle mie amiche, che sono le mie prime fan e mi incoraggiano a continuare con passione su una strada che si prospetta vincente! Inoltre come architetto riesco a gestire il mio lavoro organizzando al meglio gli impegni professionali con quelli più creativi di Cicciribicci.
Quali sono le maggiori soddisfazioni che ti ha regalato il tuo progetto?
Già il semplice fatto di ricevere sul blog tante visite e complimenti mi riempie davvero di felicità, perché è fantastico avere un feedback immediato e positivo non appena nasce un’idea o un prototipo. Ma soprattutto è una grande soddisfazione vedere in giro ragazze che indossano i miei accessori, sapere che ciò che creo piace ed è considerato un elemento di stile. Solo per raccontare un aneddoto: qualche giorno fa mia sorella Giordana si trovava in un locale a Pesaro per l’aperitivo e indossava uno dei miei fiori-bracciale. Improvvisamente una ragazza l’ha fermata esclamando “Ma quello è un Cicciribicci”! Quando mi ha raccontato l’accaduto sono rimasta allibita e divertita allo stesso tempo!
Che consigli daresti a chi vuole iniziare un’esperienza lavorativa simile?
È molto importante sfruttare le potenzialità di visibilità date da Internet, sia attraverso un proprio sito web che grazie ai social network come i blog e Facebook. È fondamentale poi aggiornare costantemente con tante immagini le proprie collezioni e diffonderle il più possibile tra i propri contatti per innescare il tam tam! Allo stesso modo, al di fuori della Rete, è necessario presidiare la realtà locale, informandosi se nella propria zona esistano mercatini di artigianato e hobbistica dove poter esporre i propri lavori, per pubblicizzarsi e farsi conoscere… e magari arrivare ad appuntamenti più importanti, a livello nazionale.
Sogni e progetti per il futuro?
Sempre parlando di manifestazioni espositive, sogno di arrivare ad alcune fiere più importanti a livello nazionale, come il Macef o la Fiera dell’Artigianato a Milano. Ma soprattutto spero di riuscire sempre a portare avanti le mie due grandi passioni, l’architettura e l’artigianato artistico... sono i due campi dove posso esprimere al meglio la mia creatività e dove mi sento realizzata.








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